Rubrica Sicilia |
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Sicilia, terra del mare, terra da amare |
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In epoche antiche la Sicilia fu popolata originariamente dai Sicani, popolazione mediterranea proveniente, probabilmente, dalla Spagna. Intorno al 1400 a.C. giunsero i Siculi, di ceppo osco-umbro, scacciati dalla Calabria, ai quali fecero seguito gli Elimi, imparentati, forse, con popolazioni celto-liguri. Nel IX secolo a.C. penetrarono i Fenici, semiti, ai quali si deve la fondazione di Palermo (la cui prima denominazione fu “Ziz”- fiore in lingua fenicia – e successivamente Panormus). Nell'arco del X-VIII secolo sorsero numerose colonie greche lungo le coste che portarono ad una fuga delle popolazioni autoctone all'interno. Le polis, città stato greche, raggiunsero notevole prosperità ed importanza nel mediterraneo, commerciando con altre popolazioni italiche come gli Etruschi. Prima Atene (413 a.C.), poi Cartagine, grazie alla presenza di colonie fenice, cercarono di impossessarsi della Sicilia magnogreca, ma le polis resistettero, sotto la guida di Siracusa, potenza egemone fra il quinto e il quarto secolo. Nel 266 a.C. incominciò la campagna di conquista dei Romani che si perfezionò mezzo secolo dopo con la definitiva sconfitta di Agrigento e Siracusa: la Sicilia divenne la prima provincia di Roma ed importante centro di produzione agricola. L’isola sotto l’egidia romana visse un'età prospera e tranquilla, con l'eccezione delle guerre degli schiavi nel 132 e 138. Dal 44 al 33 a.C. è teatro del tentativo di Sesto Pompeo di resistere e rovesciare il II triumvirato costituitosi dopo l'assassinio di Giulio Cesare.Con la caduta di Roma la Sicilia è oggetto delle invasioni dei vandali e viene, in seguito, conquistata da Odoacre. L'isola è teatro della guerra gotica e solo con la morte di Totila e la sconfitta di Teia i bizantini riescono a impossessarsi di Palermo. L'occupazione araba inizia nell'827 ma la caduta dell'ultima roccaforte greca (Rometta) è del 963. Dopo un altro breve tentativo di riconquista greca per mano di Giorgio Maniace, la Sicilia viene conquistata dai Normanni nel 1060. Non si assiste ad una cacciata dei musulmani ma ad un'integrazione e sintesi delle due culture che produrranno dei risultati artistici e letterari notevoli. Nel 1129 Ruggero II d'Altavilla è incoronato re di Sicilia e di Puglia. La dominazione sveva inizia con il matrimonio di Enrico VI, figlio dell'imperatore Barbarossa e Costanza d'Altavilla. Sotto il governo di Federico II la Sicilia raggiunge inarrivabili vette in campo politico, giuridico, artistico e letterario. In seguito l'isola diviene oggetto delle mire espansionistiche dei Francesi, anche grazie all'interesse del Papa, acerrimo nemico della dinastia sveva. Dopo la sconfitta di Manfredi e la morte di Corrado e Corradino, gli angioini stabiliscono definitivamente il loro governo sul Regno di Sicilia. La loro mala signoria, come era definita da Dante, gli invalse l'odio dei Siciliani che insorgono per cacciarli e favorire l'avvento della corona Aragonese (Vespri Siciliani) in quanto Costanza, la figlia di Manfredi, era la sposa di Pietro D'Aragona. Nel 1282 Carlo d'Angiò viene sconfitto ed il potere passa alla famiglia spagnola. Con la Pace di Caltabellotta (1302) gli aragonesi si impossessarono della Sicilia costituendo il Regno di Trinacria e gli angioini istituirono il loro regno su tutta l'Italia meridionale (Regno di Napoli). Lo scontro nel Sud fra spagnoli ed aragonesi si ripetè nel 1442 quando Alfonso V il Magnanimo, divenuto anche Re di Napoli, riunisce i due regni. Tra le bellezze di questa isola annoveriamo il vulcano Etna. L’Etna (Mungibeddu o semplicemente ’a Muntagna in siciliano) è un vulcano attivo che si trova sulla costa orientale della Sicilia tra Catania e Messina. È il vulcano attivo più alto del continente europeo e uno dei maggiori al mondo. La sua altezza varia nel tempo a causa delle sue eruzioni ma si aggira attualmente sui 3.340 m. s.l.m., e il suo diametro è di circa 45 chilometri. Un tempo era noto anche come Mongibello. È attraversato dal 15° meridiano est. Il nome Etna potrebbe risalire alla pronuncia del greco antico del toponimo Aitna (Aἴτνα-ας), nome che fu anche attribuito alle città di Catania e Inessa che deriva dalla parola greca aitho (bruciare) o dalla parola fenicia attano (fornace). L'Etna era conosciuto nell'età romana come Aetna. Gli Arabi chiamavano la montagna Jabal al-burkān o Jabal Aṭma Ṣiqilliyya ("vulcano" o "montagna somma della Sicilia"); questo nome fu più tardi mutato in Mons Gibel cioè: la montagna due volte (dal latino mons "monte" e dall'arabo Jebel "monte") proprio per indicarne la sua maestosità. E il termine Mongibello rimase di uso comune praticamente fin quasi ai nostri giorni (ancora oggi qualche anziano chiama l'Etna in questa maniera). Secondo un'altra teoria il nome Mongibello deriva da Mulciber (qui ignem mulcet), uno degli epiteti con cui veniva chiamato, dai latini, il dio Vulcano, che serviva a placare la forza distruttiva dell'Etna. Nel gergo delle popolazioni etnee usano chiamare l'Etna semplicemente 'a muntagna, nel significato di montagna per antonomasia, mentre per il restante territorio non etneo con l'indicazione generica di chiana; prova tangibile della continuità con l'etimologia araba. Oggi il nome Mongibello indica la parte sommitale dell'Etna; l'area dei due crateri centrali, nonché i crateri sud-est e nord-est. A proposito del dio Eolo, il re dei venti, si diceva che avesse imprigionato i venti sotto le caverne dell'Etna. Secondo il poeta Eschilo, il gigante Tifone fu confinato nell'Etna e fu motivo di eruzioni. Un altro gigante, Encelado, si ribellò contro gli dei, venne ucciso e fu bruciato nell'Etna. Su Efesto o Vulcano dio del fuoco e della metallurgia e fabbro degli dei, venne detto di aver avuto la sua fucina sotto l'Etna e di aver domato il demone del fuoco Adranos e di averlo guidato fuori dalla montagna, mentre i Ciclopi vi tenevano un'officina di forgiatura nella quale producevano le saette usate come armi da Zeus. Si supponeva che il "mondo dei morti" greco, il Tartaro, fosse situato sotto l'Etna. Su Empedocle, un importante filosofo presocratico e uomo politico greco del V secolo a.C., venne detto che si buttò nel cratere del vulcano, anche se in realtà sembra che sia morto in Grecia. Si dice che quando l'Etna eruttò nel 252, un anno dopo il martirio di Santa Agata, il popolo di Catania prese il velo rosso della Santa, rimasto intatto dalle fiamme del suo martirio, e ne invocò il nome. Si dice che a seguito di ciò l'eruzione finì e che per questo motivo i devoti invocano il suo nome contro il fuoco e lampi. Secondo una leggenda inglese l'anima della regina Elisabetta I d'Inghilterra ora risiede nell'Etna, a causa di un patto che lei fece col diavolo in cambio del suo aiuto per governare il regno. Numerose le tradizioni tipiche siciliane tra cui i carretti siciliani, i pupi – i cui protagonisti sono Carlo Magno e i suoi paladini – e le tante specialità alimentari, tra cui: “I pupi cu l’ova”, pane speciale ricorrente per Pasqua tipico della Valle del Belice, “Pupacene e marturana”, dolci presenti nelle pasticcerie tipiche siciliane e i pomodori appesi a grappoli, tipici dell’isola di Pantelleria, per rendere più vivide le minestre e meno inconsistenti i brodi. Un isola da scoprire, da esplorare e da amare: benvenuti in Sicilia! |
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